lunedì 23 gennaio 2023

Gary Burton & Makoto Ozone - Live at Montreux (2002)

Gary Burton: vibraphone
Makoto Ozone: piano

01. Afro Blues
02. Bags' Groove
03. Hole in the Wall
04. Opus Half
05. Le Tombeau De Couperin
06. Sonata K20
07. Excursion for Piano, Opus 20
08. Opus 32, Prelude VIII
09. Milonga
10. Concerto in F
11. Bienvenidos Al Mundo
 

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domenica 22 gennaio 2023

Crosby, Stills, Nash & Young - Live: Fillmore East, New York, June 1970 (2019)

01 Suite: Judy Blue Eyes
02 On The Way Home
03 Teach Your Children
04 Blackbird
05 Tell Me Why
06 Triad
07 Laughing
08 Our House
09 The Lee Shore
10 Simple Man
11 Man In The Mirror
12 Cinnamon Girl
13 Down By The River
14 Guinnevere
15 Only Love Can Break Your Heart
16 Black Queen
17 49 Bye-Byes
18 Love The One You're With
19 Pre-Road Downs
20 Long Time Gone
21 Helplessly Hoping
22 Ohio
23 As I Come Of Age
24 Southern Man
25 Woodstock
26 Carry On
27 So Begins The Task
28 Like A Hurricane
29 Wooden Ships
30 Find The Cost Of Freedom 

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sabato 21 gennaio 2023

Crosby, Stills, Nash & Young - Roosevelt Raceway, Long Island, NY, september 8, 1974

01 Love the one you're with
02 Wooden ships
03 Immigration man
04 Helpless
05 Military madness
06 Johnny's garden
07 Walk on
08 Almost cut my hair
09 Teach your children
10 Only love can break your heart
11 Lee shore
12 Time after time
13 Southbound train
14 Another sleep song
15 Our house
16 Hawaiian sunrise

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venerdì 20 gennaio 2023

The Carla Bley Band - Umbria Jazz 2002

Carla Bley - pianoforte
Wolfgang Puschnig - sax soprano e tenore
Andy Sheppard - sassofono
Julian Arguelles - sassofono
Roger Jannotta - sassofono
Christoph Panzani - sassofono
Lew Soloff - tromba
Ernie Hummers - tromba
Earl Gardner - tromba
Giampaolo Casali - tromba
Giuseppe Calamosca - trombone
Gigi Grata - trombone
Gary Valente - trombone
Richard Henry - trombone basso
Karen Mantler - organo
Steve Swallow - basso
Billy Drummond - batteria
Marceo Doctor - percussioni
 

1. United States part 1
2. United States part 2
3. United States part 3
4. United States part 4
5. Fast lane
6. El cucinero
7. Hip hop
8. Hotel ouverture
9. Tijuana Traffic

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giovedì 19 gennaio 2023

Bobo Stenson & Tomasz Stanko - Talos Live 2000

Bobo Stenson, piano
Tomasz Stanko, trumpet

1. First    19:57
2. Second    10:16
3. Third    10:07

Registrato dal vivo in occasione del Talos Festival 2000 a Ruvo di Puglia il 7 settembre 2000. Trasmesso da Rai Radio Tre il 22.5.2001

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mercoledì 18 gennaio 2023

Arve Henriksen, Eivind Aarset, Jan Bang, Erik Honoré - Towards Language Live at Künstlerhaus Mousonturm (2021)

Arve Henriksen trumpets, vocal & electronics
Eivind Aarset guitars & electronics
Jan Bang live electronics & samples
Erik Honoré live electronics & synthesizer

1. Preface 08:11
2. Groundswell II 04:58
3. Liquid language 03:25
4. Literaturm 03:22
5. Word factory 03:42
6. Demarcations 04:35
7. Patient One 01:51
8. Conversations 03:00
9. Hibernal hybrid 05:06
10. Traces of words II 08:21
11. Postscript 06:09

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martedì 17 gennaio 2023

Charley Marlowe - This could be you (2001)

Charley Marlowe is:

Francesca Beard
Piers Faccini
Lucas Suarez
Frank Byng
Sebastian Steinberg
 

1. Limo
2. This Could Be You
3. Replace
4. Six
5. Shining Star

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lunedì 16 gennaio 2023

Way to blue - Sognando Nick Drake (2007)

Io c'ero

"Ma come? Non conosci Nick Drake?" esclama sbigottito uno dei protagonisti di Passato prossimo, film d'esordio di Maria Sole Tognazzi, ultima arrivata della schiatta di papà Ugo. A occuparsi di Nicholas Drake non c'è solo il cinema. Nato in Birmania nel 1948 e scomparso a soli 26 anni, quasi certamente suicida, Nick Drake, "misconosciuto cantautore inglese, molto sexy", è stato l'oggetto di un'appassionata e a tratti esilarante biografia (Le provenienze dell'amore, Fazi editore) che gli ha dedicato Stefano Pistolini (il "molto sexy" è nel sottotitolo), dato alle stampe nello stesso anno in cui autori e gruppi dell'allora emergente rock nostrano (Circo Fantasma, Snaporaz, Yo Yo Mundi e altri ancora) pubblicarono un indimenticabile quanto ormai introvabile tributo al primo dei 3 capolavori che Drake ci ha lasciato (4 con il postumo Time of no reply), quel Five leaves left dove le foglie, da cadute, diventano rubate (theft). Un gruppo lombardo, i Blend, ha dedicato a Nick Drake un dignitosissimo quanto misconosciuto tributo stampato nel 2002 col titolo Far leys. Se in Italia, dunque, i riconoscimenti a quello che oggi è unanimemente considerato l'ispiratore del new acoustic movement ne hanno ormai ratificato la fama, all'estero l'ammirazione nei confronti di quel timido ragazzo inglese non è stata da meno: basterebbe ricordare le riletture del suo repertorio ad opera di Brad Mehldau (il suo ultimo disco, Day is done, ha per titolo una canzone di Drake) e Duncan Sheik o lo splendido tributo raccolto in un disco da tempo fuori commercio, Brittle days, al quale parteciparono Nikki Sudden, No Man, gli High Llamas, gli Walkabouts e altri ancora. Sul versante cinematografico, Jeroen Berkvens ha dedicato a Nick Drake un discreto documentario dal titolo A skin too few. The days of Nick Drake, ricco di testimonianze (come non ricordare la presenza de Il mito di Sisifo di Camus sul comodino di Nick al momento del ritrovamento del suo cadavere?).

L'ultimo capitolo di questo piccolo grande culto - ma c'è da scommettere che ne seguiranno altri - che passa per musica, letteratura e cinema, è stato quello apparecchiato da Roberto Angelini e Rodrigo d'Erasmo nello scenario del parco romano di Villa Pamphilj. Dopo avere inciso un loro personale omaggio a Nick Drake (Pong moon, pubblicato da Storie di Note), Angelini e D'Erasmo hanno voluto espandere il loro progetto reclutando la fitta schiera di accoliti che riconoscono a Drake un'indiscutibile influenza sulla loro musica. A Villa Pamphilj, chiamati a raccolta per il progetto intitolato per l'occasione Way to blue - Sognando Nick Drake, il 2 luglio 2006 erano davvero in tanti. In quasi tre ore di musica si sono avvicendati sul palco (rigorosamente nell'ordine) Song for Ulan, Barbara Eramo, Marco Fabi, Alessio Bonomo, Simone Cristicchi, Giulio Casale, Lara Martelli, Cesare Basile, Marco Parente, Pinomarino, Massimo Giangrande, Filippo Gatti, Bugo e, dulcis in fundo, Niccolò Fabi, quest'ultimo oculatamente collocato in scaletta a richiamo delle tempeste ormonali di qualche quindicenne sfuggita a tarda ora al guinzaglio dei genitori per acclamare il beniamino romano.

Con D'Erasmo e Angelini, ad accompagnare i diversi artisti sul palco c'era una resident band composta da Massimo Giangrande, Gabriele Lazzarotti, Fabio Rondinini e Andrea Pesce, tutti ugualmente misurati nelle efficaci rivisitazioni del repertorio di Drake. Qualcuno ha preferito un'esecuzione solitaria (come nel caso di Giulio Casale, Pino Marino e Cesare Basile), altri hanno optato per un organico ridotto e c'è stato anche chi ha tradotto i versi della trilogia drakeiana in italiano come Bonomo, Pinomarino e Bugo.

Passione ed emozioni hanno bilanciato un'esecuzione live dove l'avvicendamento dei cantanti sul palco somigliava più al casting per una fiction televisiva che a un concerto. In assenza del tessuto connettivo che avrebbe potuto ricamare un intrattenitore con doti da affabulatore - come è accaduto recentemente nel caso di Andrea Rivera in occasione del tributo a Rino Gaetano, sempre a Roma - gli organizzatori non hanno trovato di meglio che cucire l'alternanza sul palco degli artisti con stacchi sonori in cui andavano in sottofondo i pezzi originali di Drake. A dispetto della scarsa fluidità nel reparto organizzativo, le esecuzioni sono state tutte visibilmente sentite e partecipate. Bugo, nonostante una canorità ai limiti della stonatura, è piaciuto al punto che uno spettatore gli ha chiesto un bis quando le quasi tre ore di concerto sembravano avere ormai appagato anche gli appetiti musicali più irrefrenabili. Maggiori onori avrebbe meritato forse l'esecuzione di Parasite e River man di un ispiratissimo Giulio Casale, che ha impreziosito le melodie di Drake con una vocalità scura, da brivido, particolarmente intonata. Filologiche le esecuzioni di Massimo Giangrande (At the chimes of the city clock), Simone Cristicchi (che oltre a cantare Fruit tree in maniera encomiabile, si è esibito anche nella lettura di pensieri personali notturni sul "mito" Drake) e Filippo Gatti (Things behind the sun e Pink moon).

Sotto tono Pino Marino, che ha spezzato l'atmosfera un po' inamidata della serata principiando la sua esibizione con una barzelletta, seguita da una strana versione italiana di qualche pezzo andato perduto, Barbara Eramo, che ha infarcito Time has told me e River man con gorgheggi in stile Tiziana Ghiglioni, davvero troppo lontani dalla composta esecuzione degli originali, Lara Martelli (la sua versione di Time of no reply è stata talmente enfatica e "sanremese" da stridere con le versioni di tutti gli altri, che si sono accostati a Nick Drake con la dovuta reverenza) e Alessio Bonomo, la cui esecuzione di Northern sky e Way to blue probabilmente risentiva - c'è da supporre - delle massicce dosi di bromuro ingerite.
L'emozione dei musicisti faceva il paio con quella di un pubblico di tutte le generazioni, segno palpabile che le canzoni senza tempo di Drake sono ormai assurte al rango di classici, grazie non soltanto al passaparola ma anche alle meritevoli iniziative come quella che si è tenuta a Roma.

S.N.

01 Way to Blue Band - Introduzione
02 Songs for Ulan - Place to be
03 Barbara Eramo - River man
04 Massimo Giangrande - At the chime of a city clock
05 Marco Fabi - From the morning
06 Roberto Angelini, Rodrigo D'Erasmo - Day is done
07 Bugo - Hazey Jane II
08 Cesare Basile - Know
09 Lara Martelli - 'cello song
10 Pino Marino - Outside
11 Filippo Gatti - Pink Moon
12 Giulio Casale - Parasite
13 Simone Cristicchi - Fruit tree
14 Alessio Bonomo, Matteo D'Incà - Northern sky
15 Marco Parente - Way to blue
16 Niccolò Fabi - Man in a shed
17 Francesco Forni - Joey will come (bonus track)
18 Black Eyed Dog - Road (bonus track)

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